Messaggeri di Speranza

Un gruppo di quarantatre ragazze dell’Accademia de Le Chatelârd hanno fatto pellegrinaggio a Lourdes dal 20 al 26 maggio per portare gioia e speranza a cento pelleggrini malati.

Hanno viaggiato insieme ad un gruppo interdiocesano svizzero. Per tutta la settimana si sono dedicate ad aiutare a trasportare i malati e gli anziani, ad accompagnarli e stare insieme a loro nel santuario e nei dintorni.

Quest’anno la missione andava oltre il portare semplicemente compagnia, il suo proposito era quello di invitare i malati a conoscere il nuovo apostolato di Mission Hope. Questo apostolato vuol far conoscere il grande potere redentore della sofferenza. A qualunque cattolico che ogni giorno convive con una malattia o un dolore fisico o morale significativo, Mission Hope cerca di dare aiuto facendo sì che viva in stato di grazia e unendo la sua croce a quella di Cristo, trasformando il suo dolore in grazia redentrice per i suoi cari e per il mondo intero.

Le ragazze hanno spiegato ai pellegrini, uno ad uno, il potere redentore della loro sofferenza, invitandoli a partecipare a questo lavoro di intercessione.

Ogni nuovo membro riceve il suo Bambin Gesù, il simbolo distintivo dei membri di Mission Hope. Marcela de Maria y Campos, la fondatrice del progetto, ne spiega il significato:

“Caricare la stessa croce tutti i giorni implica un’esperienza particolare della propria debolezza, della propria impotenza. Oltre a guardare il crocefisso, aiuta molto contemplare Cristo Bambino, imparare a identificarsi con Lui nella sua impotenza, nella sua piccolezza, nella sua dipendenza assoluta dai genitori. Era Dio e non poteva parlare, né camminare, né fare materialmente nulla da solo…, tuttavia, già dalla culla, coricato tutto il giorno, ci stava redimendo, perché stava compiendo la volontà di suo Padre… Egli è il piccolo Compagno che è con noi tutti i giorni, con il quale possiamo condividere i nostri sentimenti d’impotenza, debolezza, piccolezza, inutilità… A Lui chiediamo che ci dia pazienza e speranza e dalla sua costante compagnia impariamo che, come Lui, possiamo guadagnare innumerevoli grazie per le anime, compiendo semplicemente la volontà di Dio per noi con amore. ”
 
Vedere l’espressione dei pelleggrini ricevendo Gesù Bambino è stata una delle grazie più grandi di questa esperienza, come racconta la collaboratrice Becca Danis: “E’ stato incredibile vedere come i loro volti si illuminavano quando le ragazze gli spiegavano il significato di Gesù Bambino. Molti di loro piangevano. Era come se volessero dire senza parole - Finalmente qualcuno mi capisce! Non sono solo e non sono un invalido, dopo tutto... ci sono anime che hanno bisogno del mio aiuto - .”

Una ragazza racconta la sua esperienza accompagnando un anziano all’adorazione eucaristica: “Quando siamo arrivati in cappella, egli iniziò a cercare qualcosa nella sua tasca. Io pensavo cercasse il suo rosario e gli offrii il mio, ma egli fece di no con la testa e continuò a cercare fin quando, alla fine, non trovò il suo Bambin Gesù… allora lo mise con cura sul palmo della sua mano e iniziò a parlargli dolcemente e pregarlo, come se lì ci fossero stati soltanto loro due…”

Le missioni sono state anche un’opportunità eccellente per la catechesi. Posto che la vita di grazia è il primo passo per essere membro di Mission Hope, questo ha dato modo alle ragazze per parlare ai pellegrini dell’importanza della confessione e dei sacramenti. Qualcuno si è perfino avvicino alla confessione per la prima volta per poter essere membro di Mission Hope.
 
Le ragazze hanno anche consegnato ad ogni membro una preghiera di offerta affinché potessero recitarla tutti i giorni e offrire così quotidianamente il loro dolore per la salvezza delle anime. Inoltre gli hanno spiegato che recitando questa preghiera, offrendo il loro dolore fisico o morale, si ottiene indulgenza plenaria secondo il decreto di Papa Giovanni XIII, tenendo presenti i requisiti che la Chiesa esige per le indulgenze.
 
Per motivare i membri di Mission Hope nella loro offerta, periodicamente gli vengono inviate le intenzioni delle persone che richiedono la loro intercessione o che hanno bisogni concreti che richiedono il loro aiuto e la loro offerta. Allo stesso modo, vengono informati sulle intenzioni per le quali si stanno offrendo, affinché siano al corrente dei progressi e constatino molte volte l’azione trasformante della loro intercessione. Insieme a tali richieste e notizie, ricevono inoltre testimonianze di santi, casi di vita…

Alla fine della settimana santa le ragazze erano sfinite ma felici, profondamente segnate dall’esperienza vissuta. Riflettendo sulla loro esperienza a Lourdes, una di loro disse: “E’ incredibile sapere che le piccole attenzioni che si hanno verso gli altri hanno un grande impatto nelle loro vite… Ho conosciuto il dolore di molte persone ed i miei problemi, che credevo enormi, sono diventati insignificanti in confronto alle persone che soffrono. Credo che tutti abbiamo una missione, poiché siamo strumenti di Dio.”

Una settimana può essere stata poco tempo nell’arco di un anno scolastico, ma in ogni modo per le ragazze dello Chatelârd e soprattutto per le migliaia di anime bisognose di grazie, l’impatto di questa settimana a Lourdes durerà per l’eternità.

Per maggiori informazioni sull’apostolato Mission Hope, potete contattarci scrivendo a:informacion@mission-hope.com